Guida completa al Concordato preventivo biennale 2026
CONCORDATO PREVENTIVO BIENNALE 2026/2027

Guida completa al Concordato preventivo biennale 2026

Di Avv. Dott. Comm. Dario Carta · Strategie Fiscali · Giugno 2026

Il concordato preventivo biennale entra nel biennio 2026/2027 con nuove regole (Legge n. 88/2026 e D.M. 11 maggio 2026): tetti di incremento graduati per punteggio ISA, flat tax al 10-12-15% entro 85.000 euro di eccedenza, termine di adesione al 31 ottobre 2026. Aderire può convenire, ma la convenienza non è automatica: occorre verificare la correttezza dei dati ISA per evitare contestazioni e presidiare le cause di decadenza (art. 22 del D.Lgs. n. 13/2024). In questa guida vediamo come funziona il CPB, quando conviene e come strutturare il rischio fiscale prima di firmare.

Che cos’è il concordato preventivo biennale (e perché se ne riparla)

Il concordato preventivo biennale (CPB) è, in parole semplici, un patto di due anni con il Fisco: il contribuente e l’Agenzia delle Entrate “concordano” in anticipo il reddito che sarà tassato per il biennio, a prescindere da quanto si guadagnerà effettivamente. Se incassi di più, l’eccedenza non viene tassata; se incassi di meno (entro certi limiti), paghi comunque sul reddito concordato.

Introdotto dal D.Lgs. n. 13/2024, l’istituto entra ora nel biennio 2026/2027 con alcune modifiche importanti, dovute alla legge di conversione del D.L. n. 38/2026 (Legge n. 88/2026), al D.M. 11 maggio 2026 e ai chiarimenti dell’Agenzia delle Entrate. La domanda che si pone ogni imprenditore e professionista è sempre la stessa: conviene aderire? La risposta, come vedremo, è «sì, ma a precise condizioni».

Chi può aderire e le scadenze 2026

Il CPB è riservato ai contribuenti che applicano gli ISA (gli Indici Sintetici di Affidabilità fiscale), cioè imprese e professionisti entro determinate soglie di ricavi. Per il biennio 2026/2027 la proposta si basa sul reddito effettivo del 2025 e sul punteggio ISA conseguito.

Le date da segnare

I dati necessari al calcolo del punteggio ISA sono disponibili dal 15 maggio 2026. Il termine per aderire (o rinnovare) è fissato al 31 ottobre 2026 — allineato alla presentazione della dichiarazione dei redditi (per i soggetti con esercizio non solare, l’ultimo giorno del decimo mese successivo alla chiusura).

Come funziona: la proposta, i tetti per punteggio ISA e la flat tax

La proposta di reddito concordato non può superare il reddito dichiarato l’anno precedente oltre certi tetti massimi di incremento, graduati in base all’affidabilità fiscale. Con le novità 2026 i tetti sono stati estesi anche ai punteggi più bassi: indicativamente +10% (ISA pari a 10), +15% (oltre 9), +25% (tra 8 e 9), +30% (da 6 a meno di 8) e +35% (sotto 6).

Sul maggior reddito concordato (la differenza rispetto all’anno prima) si applica una conveniente imposta sostitutiva (una flat tax) al posto della tassazione ordinaria.

Le aliquote della flat tax sull’incremento

10% se il punteggio ISA è pari o superiore a 8; 12% se è compreso tra 6 e 8; 15% se è inferiore a 6. Attenzione: dal 2025 queste aliquote agevolate si applicano solo sulla parte di incremento fino a 85.000 euro; sull’eccedenza si torna all’aliquota ordinaria (43% IRPEF o 24% IRES).

Il vantaggio è duplice: l’imposta sull’incremento è ridotta e, soprattutto, l’extra-reddito effettivamente guadagnato oltre la proposta non è tassato.

Le novità del biennio 2026/2027

Oltre ai nuovi tetti per i punteggi ISA bassi, la riforma 2026 ha introdotto alcune regole da conoscere:

  • Iperammortamento neutro: la maggiorazione delle quote di ammortamento (Legge n. 199/2025) non influisce sulla proposta e opera come rettifica “al ribasso” del reddito concordato.
  • Base imponibile minima: per chi aderisce, il reddito da assoggettare a tassazione non può comunque essere inferiore a 2.000 euro.
  • Niente sanatoria sul pregresso: a differenza dei bienni precedenti, per il 2026/2027 non è (al momento) previsto il “scudo” sulle annualità anteriori. Si aderisce al futuro, senza copertura del passato.
  • Nuove cause di cessazione: il D.M. 11 maggio 2026 aggiunge tra gli eventi straordinari anche gli impatti economici negativi legati a conflitti armati e alla situazione geopolitica (al ricorrere di precisi indici).

I vantaggi: perché può convenire

Aderire al CPB offre benefici concreti, che spiegano il successo dell’istituto presso chi ne coglie la convenienza:

  • Certezza e pianificazione: conosci in anticipo il carico fiscale del biennio e puoi programmare investimenti e liquidità.
  • Tassazione agevolata: la flat tax sull’incremento riduce il prelievo rispetto all’aliquota ordinaria.
  • Extra-reddito non tassato: ciò che guadagni oltre il concordato non sconta imposte sui redditi.
  • Benefici premiali ISA: esonero dal visto di conformità per le compensazioni, riduzione dei termini di accertamento, minore esposizione ai controlli sul reddito concordato.

In sintesi, per molte imprese “affidabili” il CPB può tradursi in un carico fiscale complessivamente più lieve sul biennio. Ma — e qui arriva il punto cruciale — la convenienza non è automatica.

I rischi e gli errori da evitare

Aderire “a scatola chiusa”, fidandosi del solo software, è l’errore più diffuso. Il CPB protegge il reddito concordato, ma non mette al riparo da tutto. Ecco i tre fronti di rischio da presidiare.

1. La convenienza va calcolata caso per caso. La proposta va valutata su una proiezione realistica del biennio: se prevedi un calo di fatturato, rischi di pagare su un reddito che non realizzerai; se i tetti sul punteggio ISA basso generano incrementi elevati, il vantaggio può svanire.

2. Le contestazioni sul calcolo degli ISA. La proposta nasce dai dati ISA. Se quei dati sono incompleti, incoerenti o calcolati su una codifica errata dell’attività, l’Agenzia delle Entrate può contestare l’affidabilità del punteggio e, con esso, le basi stesse dell’adesione. Un punteggio “gonfiato” o costruito su dati non veritieri è un boomerang. È lo stesso terreno su cui si gioca la difesa da un avviso di accertamento.

3. Le cause di decadenza. Il CPB non è un porto sicuro: l’art. 22 del D.Lgs. n. 13/2024 prevede una serie di ipotesi in cui il concordato decade retroattivamente, facendo perdere ogni beneficio.

⚠ Quando si decade dal concordato (art. 22)

Tra le principali cause: l’accertamento di maggiori componenti positivi (o minori negativi) per oltre il 30% dei ricavi dichiarati; l’indicazione in dichiarazione di dati non corrispondenti a quelli comunicati per la proposta; una dichiarazione integrativa che modifica i presupposti; l’omesso versamento delle somme dovute (sanabile con ravvedimento se non già contestato); le violazioni gravi dell’art. 11 (omessa dichiarazione, reati tributari).

A questo si aggiunge che il CPB non copre l’IVA e non impedisce i controlli su redditi non dichiarati o su attività estranee al concordato. La protezione, insomma, riguarda il reddito concordato, non l’intera posizione fiscale: per gestire a monte l’esposizione complessiva resta decisivo un presidio interno del rischio fiscale.

Come strutturare bene il rischio fiscale prima di aderire

La conclusione è netta: il CPB conviene, ma solo se l’adesione è preceduta da un’analisi seria del rischio fiscale. Non basta che il commercialista “carichi i dati” e generi la proposta. Occorre un lavoro su tre piani:

  • Analisi di convenienza prospettica: simulare il biennio (ricavi attesi, investimenti, agevolazioni) e confrontare il carico CPB con quello ordinario, prima di firmare.
  • Verifica della correttezza degli ISA: controllare codifica attività, dati e coerenza del punteggio, per evitare che l’Agenzia contesti le basi dell’adesione.
  • Presidio delle cause di decadenza: mappare ex ante i comportamenti che fanno saltare il concordato (versamenti, congruenza dei dati, soglie) e tenerli sotto controllo per tutto il biennio.

È qui che emerge il valore della doppia competenza di Avvocato Tributarista e Dottore Commercialista. Il calcolo della proposta è terreno del commercialista; ma valutare se l’adesione regge a un eventuale accertamento, se il punteggio ISA è difendibile e se esistono cause di decadenza latenti è un giudizio di rischio legale-tributario. Affidare il CPB solo all’adempimento contabile, senza una verifica del rischio di contestazione, significa aderire senza rete. Su come integrare il concordato in una strategia complessiva, vedi anche la nostra guida su come pagare meno tasse legalmente.

Conclusione: conviene aderire?

Sì, per molte imprese e professionisti affidabili il concordato preventivo biennale 2026/2027 è un’opportunità concreta di risparmio e di certezza. Ma è un’opportunità da cogliere con metodo: la convenienza va dimostrata sui numeri del biennio, il punteggio ISA va reso difendibile e le cause di decadenza vanno presidiate. Aderire bene significa trasformare il CPB in uno scudo; aderire male significa esporsi a contestazioni che il concordato, da solo, non evita.

La firma che conta

Questo articolo è scritto da un Avvocato Tributarista e Dottore Commercialista. La convenienza del concordato preventivo biennale non è un’opinione: si calcola sul reddito atteso del biennio e sul profilo di rischio dell’impresa, confrontando l’adesione con l’alternativa di restare fuori.

Vuoi valutare se il CPB conviene alla tua impresa?

Prima di aderire, fai analizzare la convenienza e il rischio fiscale da chi unisce la competenza dell’Avvocato Tributarista e del Dottore Commercialista.

La prima consulenza è orientativa e riservata. Nessun impegno, solo chiarezza.

Richiedi una consulenza gratuita →

info@strategiefiscali.it · strategiefiscali.it · Tel. 329 7413254

L’autore

Avv. Dott. Comm. Dario Carta — Avvocato Tributarista e Dottore Commercialista, iscritto all’Albo dei Gestori della Crisi d’Impresa e all’Elenco degli Esperti nella Composizione Negoziata della Crisi. Managing Partner di Carta & Partners, con sedi a Roma e Milano. Si occupa di tax advisory, contenzioso tributario, ristrutturazione del debito e operazioni straordinarie per PMI e imprenditori.

Nota: il presente articolo ha finalità informativa e divulgativa e non costituisce parere professionale. Per una consulenza personalizzata, contattare un professionista qualificato.

Vuoi sapere quanto puoi risparmiare?

Te lo diciamo in pochi click!